Lago di Carezza: uno smeraldo tra le dolomiti

Nell’alta Val d’Ega, nel comune di Nova Levante (BZ) e poco distante dalla conosciuta Val di Fassa, si trova un piccolo lago circondato da fitti boschi e dagli affascinanti massici del Latemar e del Catinaccio. Ma non si tratta del classico laghetto di montagna, ciò che lo rende unico è il colore smeraldo della sua acqua limpida e cristallina, che riflette l’ambiente circostante creando un’atmosfera davvero magica. Il lago è privo di immissari visibili ma viene alimentato da sorgenti sotterranee che portano l’acqua direttamente dalle cime adiacenti.

Se passate da queste parti fate una piccola deviazione per ammirare questo luogo ameno: grazie a un semplice e fresco percorso in mezzo al bosco è possibile circumnavigare l’intero lago godendo dei fantastici panorami circostanti e dei giochi di luce delle sue acque. In particolare, verso le ultime ore del pomeriggio quando il sole comincia a calare, la luce dona gli scenari migliori!

Il Lago di Carezza è facilmente raggiungibile percorrendo la statale 241 (strada statale della Val d’Ega) che, attraversando il Passo Costalunga, permettere di raggiungere Vigo di Fassa, nell’omonima vicina vallata.
Nessun problema per la sosta con i camper, è stato infatti allestito un grande e comodo parcheggio a pagamento nelle immediate vicinanze, dal quale è possibile raggiungere direttamente la passeggiata attraverso un tunnel sotterraneo che passa sotto la statale: qui sotto fermatevi a provare un particolare strumento musicale realizzato lungo la parete utilizzando il legno degli abeti rossi del Latemar, materiale da sempre che da sempre si distingue per il grande spettro di suoni e timbri.

Una piccola curiosità:
Sono proprio i suoi colori a rendere questo lago noto e, per questo, nella lingua ladina viene chiamato anche “Lec de Ergobando“, cioè “lago dell’arcobaleno”. Il suo spettacolare aspetto ha dato vita a numerose leggende e storie popolari, in particolare si narra di una bellissima ninfa che ne abitava le sue acque, della quale si innamorò lo stregone Masarè. Costui chiese aiuto alla strega Langwerda che gli consigliò di vestirsti da venditore di gioielli e, con questi, di creare un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar. Così fece ma dimenticò di travestirsi: la ninfa rimase stupita davanti all’arcobaleno colorato di gemme preziose ma ben presti si accorse della presenza dello stregone e si immerse nuovamente nelle acque del lago senza più essere vista da nessuno. Lo stregone, distrutto dalle pene d’amore, distrusse in mille pezzi l’arcobaleno e lo gettò nel lago: questa è la ragione per cui si dice che, ancora oggi, il Lago di Carezza brilla magicamente in tutti i colori dell’arcobaleno.

 

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